Casella di testo: FAMIGLIA BRUNAMONTI

La libertà di un uomo finisce quando inizia quella dell’altro

ALBANO LAZIALE

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COMUNE DI ALBANO LAZIALE

Albano ha radici storiche molto antiche antecedenti alla stessa creazione di Roma. ll nome della città deriva da quello di Albalonga, antica metropoli latina e madre di Roma. Anche se i primi insediamenti testimoniabili in questa area risalgono al periodo neolitico, soltanto durante l' XI secolo a.C. con l'avvento della Civiltà Laziale e lo stanziamento dell'antico popolo degli Albani lungo le alture del cratere del lago di Albano, si assiste ad un vero e proprio popolamento della zona che porterà i re di Albalonga a regnare per vari secoli sull'antico Lazio. Dopo la sua creazione ad opera dei principi Albani Romolo e Remo, Roma sostituì Alba nella guida del popolo latino. Il territorio che fu di Alba rimase sacro e come tale interdetto dalla fondazione di altre città dall'età arcaica fino al primo impero. Su tutto il territorio sorsero numerosi templi, santuari, luoghi di culto e boschi sacri, testimoniati dai ritrovamenti archeologici rinvenuti nella moderna Albano.

Devastato più volte durante le invasioni barbariche Albano e il suo territorio appartennero, a partire dal decimo secolo, alla potente famiglia romana dei Savelli che ne conservarono il possesso fino al diciassettesimo secolo. La storia di questo territorio e delle sue antiche origini è sopravvissuta fino ai nostri giorni attraverso una serie di resti che costituiscono un patrimonio di grande valore storico e culturale di cui Albano è la custode. Numerosissimi i resti di età romana, quasi tutti, se si esclude un sepolcro di tipo etrusco del primo secolo a.c.detto degli Orazi e dei Curiazi, appartenenti al periodo dell'impero il Cisternone, vastissimo serbatoio a cinque navate, l'anfiteatro, la cinta muraria con due grandi porte oltre la chiesa di Santa Maria della Rotonda ricavata da strutture della villa domizianea.Tra gli edifici religiosi di età romanica sono le chiese di San Pietro e di San Paolo di cui resta soltanto in forme originarie il campanile. Il vecchio nucleo dell'abitato è caratterizzato da costruzioni del diciassettesimo secolo.

 

La nascita della città di Albano coincide con la soppressione dei Castra avvenuta nel 312 per ordine di Costantino, ma si deve ritenere che la città sia già sorta,perché le famiglie dei legionari,gli addetti alla villa imperiale,gli artigiani e i commercianti necessariamente presenti hanno già costituito un nucleo abitato. Tra il 334 e il 336, per volere di Costantino,viene edificata la Basilica di San Giovanni Battista,distrutta nel IX secolo,riedificata da Leone III e dedicata a San Pancrazio,attuale patrono della città.

Tra il 514 e il 527 viene costruita la chiesa di San Pietro utilizzando parte delle Terme Severiane. Ma la presenza cristiana in Albano è testimoniata anche dalla Catacomba di San Senatore, che si sviluppa tra il III e il V secolo. Con le invasioni barbariche Albano subisce le violenze prima di Alarico e poi di Gianserico. Nei secoli successivi è teatro delle lotte per il possesso della penisola italiana. Nel IX secolo la città passa nel dominio dei conti di Tuscolo per ritornare sotto l'autorità pontificia con la cacciata di Ugo di Provenza. Verso l'anno mille circa subisce il saccheggio dei saraceni. Nel 1060 la chiesa ricavata nel ninfeo della Villa di Domiziano,poi utilizzato come terma dei Castra,viene ceduta a una congregazione religiosa,che la trasforma completamente aggiungendovi il campanile e denominandola Santa Maria della Rotonda.

Nel 1130 un altro saccheggio funesta la città e nel 1143 una incursione saracena semina ancora distruzione e morte. Nel 1167 la città è alleata dei Tusculani e degli imperiali nella battaglia, oggi detta di Monte Porzio, contro Roma. Nel XIII secolo, quando i Savelli sono già presenti in Albano,i Saraceni, inquadrati nell'esercito imperiale,effettuano un nuovo saccheggio della città. Nel periodo compreso tra 1347 e il 1354 anche Albano viene turbata dalle azioni di Cola di Rienzo e con la sua morte subentra un periodo di anarchia e di prepotenze durante il quale i Colonna e i Savelli primeggiano.

Nel 1434 Cola Savelli organizza una rivolta per cui il papa Eugenio IV deve fuggire da Roma rimanendo lontano per ben nove anni. Al suo rientro il cardinal Vitelleschi riporta l'ordine punendo i Savelli con la distruzione della loro roccaforte di Albano. Nicolò V poi restituisce ai Savelli le loro proprietà,tuttavia le lotte con il papato si prolungano fino all'anno 1527,quando con il sacco di Roma anche Albano subisce gravi danni. Con l'elezione di Paolo V  i Savelli riprendono la signoria di Albano e concedono gli statuti alla popolazione ma, essendo le loro finanze dissestate,questi risultano dannosi per gli albanesi che ricorrono al pontefice Innocenzo XI. Nel 1604 i Savelli, a causa delle ridotte entrate fiscali, cedono a Clemente VIII i feudi di Castelgandolfo e Rocca Priora e nel 1698 i restanti possedimenti di Albano vengono messi all'asta. Con il diritto di prelazione il papa Innocenzo XII riporta il feudo alla Camera Apostolica.

Con la rivoluzione francese anche in Albano con il 28 febbraio 1798 viene innalzato l'albero della libertà. Gli eventi Successivi vedono Albano prima occupata dalle bande di armati comandate da Giuseppe Pezza, detto Frà Diavolo, e poi far parte del dipartimento del Tevere dell'impero napoleonico. Dal 1870 Albano è parte dello Stato Italiano. Dal 1872 ha assunto il nome di Albano Laziale per non essere confusa con le altre città d'Italia di nome Albano. Nel 1894 viene inaugurata la ferrovia Roma-Albano. Gli anni successivi vedono Albano assumere il ruolo di città castellana con il suo patrimonio culturale, tradizioni e manifestazioni, ma le vicende belliche del 1943-44 le impongono un duro sacrificio prima con i bombardamenti aerei e poi con le battaglie e i cannoneggiamenti determinando la distruzione di una parte della città e il sacrificio di numerose vite umane.

Comunque si evidenzia che Albano ha resistito nei secoli ad ogni forma di distruzione ,chissà se riuscira a superare anche questa ……. che sta subendo in modo passivo?

VOTARE SI ... MA PER LE PERSONE SERIE E COERENTI COME DANIELE BRUNAMONTI

AL COMUNE DI ALBANO E MASSIMO CACCIOTTI ALLA REGIONE LAZIO